La Planetaria è indispensabile per fare dolci vegani?

(Tempo di lettura stimato: 8 minuti)

Come sempre non è tutto solo bianco o solo nero, ma dipende da diverse variabili:

-che tipo di dolci facciamo di solito
-che quantità dobbiamo produrre
-la cucina in cui prepariamo i nostri dolci
-quanti soldi possiamo investire in un’attrezzatura per fare pasticceria

 

Dopo aver ricevuto molteplici mail di persone che mi chiedevano un consiglio su qual è il modello migliore e quale planetaria acquistare, ho deciso di stilare una lista che ti aiuti a capire se è giunto il momento di comprare la planetaria e come sceglierla.

 

1 Compro la planetaria

Per montare la panna, l’aquafaba o una margarina vegana per fare la crema al “burro” => meglio investire in uno sbattitore elettrico potente.

2 Faccio dolci che non superano i 18 cm di diametro

La planetaria ha bisogno di un minimo di quantità per riuscire a lavorare l’impasto altrimenti gira a vuoto. Inoltre i dolci da credenza vegani prevedono una lavorazione molto breve e gli impasti delle crostate a basso contenuto di grasso sono meno delicati => evita di spendere soldi in un’attrezzatura che non userai mai.

 

3 In cucina non ci sono superfici libere, il piano di lavoro mi serve per preparare i dolci, non mi piace avere un utensile in bella vista.

Se la compri e la rileghi all’interno di un mobile sappi che non ne uscirà molto spesso (per non dire mai) => la planetaria non fa per la tua situazione attuale

 

4 il budget

Una valida planetaria non può costare meno di 400 euro perché non è un robot o un frullatore, ha un meccanismo tutto suo. Il nome planetaria deriva dal movimento dei pianeti, infatti non gira semplicemente come una frusta, ma contemporaneamente compie un movimento rotatorio come quello che fa la terra attorno al sole. => Se pensi di fare un affare acquistando prodotti a basso costo, ti ritroverai deluso.

 

Ma se voglio comprare la planetaria per preparare i miei dolci vegani cosa devo guardare per acquistare il modello giusto?

La potenza del motore,

che si trova espressa in watt e ci dice se la planetaria è in grado di svolgere lavori pesanti oppure cederà alla prima difficoltà.

 

Il peso non inferiore a 8 kg.

È fondamentale che una planetaria abbia un certo peso altrimenti, le sollecitazioni che subisce durante la lavorazione, ne minano la stabilità e ne accorciano la durata.

 

Il materiale con cui è costruita.

La plastica per quanto resistente non è mai forte come il metallo. Basilare la ciotola in acciaio che permette lavorazioni degli impasti a tutte le temperature e pulizia assicurata.

 

Gli accessori indispensabili

sono la foglia, il gancio e la frusta a filo. Tutto il resto è optional che fa lievitare il prezzo e può essere acquistato anche in un secondo momento.

Il gancio

È, tra le tre, la frusta più pesante.

Il gancio è utilizzato per la preparazione di impasti duri, per sbriciolare biscotti e per tutte quelle preparazioni ricche di farina, povere di grassi dove si utilizzano lieviti biologici (lievito di birra, pasta madre…..) 

La foglia (o K)

È la frusta più grande.

Deve raccogliere al meglio gli impasti dai bordi e dal fondo della ciotola. Si utilizza per impasti densi.

La frusta a filo

È la più leggera.

Serve per montare panna, aquafaba e creme. Anche per questa frusta le dimensioni sono importanti perché non deve lasciare nulla sul fondo della ciotola.

Il coperchio paraspruzzi e salvamani

è la ciliegina sulla torta. Preserva la pulizia della postazione di lavoro e nello stesso tempo evita di ritrovarsi con dita “ammaccate” o rotte per incaute manovre durante il funzionamento.

 

In conclusione la planetaria non è ne fondamentale ne necessaria per fare corsi di  pasticceria vegana o preparare dolci vegani in piccole quantità.

 

Per questo ho evitato di utilizzare la planetaria durante i corsi di pasticceria vegana della scuola Dolci Vegani dove gli allievi imparano a conoscere e lavorare gli impasti con le proprie mani e si avvalgono di attrezzatura meno costosa.

Quando si impara la pasticceria vegana basta il minimo indispensabile mentre per raggiungere le conoscenze di un vero Vegan Pastry Chef  è fondamentale l’impegno che si dedica nel seguire il corso .

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